ANTEPRIME. Riscossa del Lingotto. Jeep Renegade ibrida e poi Maserati Alfieri

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Anche se il motore elettrico per ora non sembra destinato a prendere il posto del “vecchio” propulsore a combustione interna, prima o poi si realizzerà il sogno delle emissioni zero. Certo, bisognerà riuscire ad avere batterie affidabili, leggere e smaltibili senza danni per l’ambiente, una rete di stazioni di ricarica degna di questo nome e sarà poi necessario trovare il modo di produrre energia elettrica senza inquinare. La strada, però, è ben tracciata, come si è visto al recente Salone di Parigi, travolto da un’onda senza precedenti di concept elettrici, con tutte (o quasi) le case impegnate a ritagliarsi uno spazio importante in questa fetta di mercato. I costruttori tedeschi (e anche quelli coreani) si sono scatenati, seguendo quanto da tempo stanno facendo Renault/ Nissan, Toyota e General Motors.

Anche Fiat Chrysler Automobiles è stata contagiata da questa “febbre elettrica”. E se le emissioni zero rappresentano il sogno, l’ibrido per il momento sembra la soluzione migliore e quella più realistica. Per questo motivo a Mirafiori hanno cominciato a studiare una versione plug-in di una delle reginette del mercato europeo, la Jeep Renegade. Uno studio che sembra essere a buon punto, dal momento che i tecnici agli ordini di Sergio Marchionne stanno già realizzando nello stabilimento torinese i primi “mu- letti” con un pianale modificato ad hoc per ospitare le batterie, che saranno posizionate all’incirca sotto i sedili posteriori. Una soluzione che non modificherebbe l’aspetto della Renegade, sulla quale dovrebbe essere aggiunta soltanto una presa per la ricarica. E che poi potrebbe essere trasferita anche su vetture degli altri marchi del gruppo, come la 500X, che condivide lo stesso pianale della Renegade e la fabbrica dove vengono prodotte (Melfi).

Nei piani del Lingotto per i veicoli ibridi non ci sarebbe perciò soltanto Maserati, anche perché la versione elettrica dell’Alfieri, la supercar presentata come prototipo nel 2014 a Ginevra, non arriverà prima del 2019-2020. E, come ha sottolineato Roberto Fedeli, Chief Technical Officer di Alfa Romeo e Maserati, si tratterà di una gran turismo in linea con lo spirito del marchio del Tridente, da produrre in tiratura limitata. Una specie di bandiera tecnologica, quindi. Alla Renegade e alle altre ibride il compito di fare i numeri sul mercato.

Le concorrenti non mancano. L’ultima a essere stata presentata è stata la Countryman: Sebastian Mackensen e Peter Wolf, top manager della Mini, hanno sottoposto l’inedita versione ibrida plugin a un test-drive preliminare. È già in vendita al pubblico, invece, la Kia Niro, «il primo crossover nato ibrido», come reclamizza la società coreana che fa parte del gruppo Hyundai che, guarda caso, ha lanciato la berlina Ioniq Hybrid: fuori sono diverse, sotto la carrozzeria uguali. E Opel con l’Ampera ha spostato verso l’alto l’asticella dell’autonomia, vera spina nel fianco delle elettriche: secondo i tecnici della filiale europea di Gm può percorrere 500 chilometri prima di “spegnersi”. Insomma, una sfida davvero elettrizzante.